Quella finitura che cambia con la luce

La prima volta che l'ho visto dal vivo, sotto la luce del salotto, ho capito perché si chiama Chroma Pearl. Non è bianco. Non è grigio. È quella via di mezzo madreperlacea che vira leggermente di tonalità a seconda di dove lo tieni. Su una scrivania nera fa una figura indecente, nel senso positivo del termine. Esteticamente, Sony ha fatto un ottimo lavoro.

Per il resto, parliamo del solito DualSense: feedback aptico preciso, trigger adattativi che in certi giochi fanno ancora la differenza, microfono integrato accettabile. Se non hai mai usato un DualSense, è ancora uno dei migliori controller sul mercato per PS5. Non c'è molto da discutere su quello.

A chi conviene, onestamente

Il problema è il prezzo. A 103 euro, senza alcuno sconto, questo è un acquisto che si giustifica in pochi casi precisi. Se hai già un controller funzionante e lo vuoi solo per estetica, fidati: aspetta. Le colorazioni speciali DualSense tornano in offerta, non spesso ma tornano.

Se invece hai bisogno di un secondo controller perché giochi in co-op regolarmente, o il tuo attuale sta cedendo sui grilletti, allora la spesa ha senso. In quel caso tanto vale prendere una versione che ti piaccia guardare.

Una riserva onesta: la batteria del DualSense in generale non è il suo punto forte. Qualche ora di gioco intenso e sei già a caricare. Il Chroma Pearl non fa eccezione, ovviamente.

Il verdetto

Bello, funzionale, ma non urgente. Se aspetti un'offerta, probabilmente hai ragione.