Cosa ci fai davvero al polso

Un'amica mi ha chiesto quale tracker prendere senza spendere cifre assurde. Le ho detto il Galaxy Fit3 quasi senza pensarci. A 34 euro hai un display AMOLED leggibile, oltre 100 modalità sport tracciate in modo decente, e una batteria che - fidati - non ti mette ansia da ricarica ogni due giorni. Questo conta più di quanto sembri.

Il rilevamento cadute e il tasto SOS possono sembrare funzioni da over 70, ma sono utili anche per chi corre da solo in zone isolate. Il barometro è un dettaglio che apprezzo: ti dice se stai salendo davvero durante un'escursione, non solo i passi stimati.

Dove si vede il compromesso

Onestamente, il GPS non c'è. Si appoggia al telefono. Per chi vuole correre senza portarsi lo smartphone, questa è una riserva seria, non secondaria. Anche il monitoraggio del sonno funziona, ma tende a essere ottimista sulle fasi profonde, come quasi tutti i tracker a questa fascia.

La gestione delle notifiche è comoda ma basilare: leggi, non puoi rispondere. Per la musica, controlli la riproduzione dal polso ma niente di più.

A chi lo consiglio

A chi vuole smettere di dimenticarsi i passi, tenere d'occhio frequenza cardiaca e saturazione, e non vuole una smartwatch con mille app. Perfetto anche come primo tracker o come regalo a qualcuno che inizia ad allenarsi. Chi cerca GPS integrato o coaching avanzato deve guardare altrove, e ha senso farlo.