Cosa aspettarsi a questa cifra

Sedici euro. Detto così fa quasi ridere nel mondo delle tastiere gaming, dove si spendono facilmente cento euro per avere switch decenti e una scocca che non scricchiola. La Trust GXT 835 Azor non è quella tastiera. Ma non è neanche una fregatura, e questa è già una notizia.

La uso come tastiera secondaria sulla scrivania del salotto, quella dove ogni tanto gioco qualcosa di leggero o guardo YouTube. Tasti a membrana, feedback morbido, nessuna pretesa meccanica. Il clic è silenzioso, quasi ovattato. Per sessioni di gaming intenso su sparatutto competitivi probabilmente ti farà venire voglia di buttarla. Per uso misto, scrittura occasionale e qualche partita rilassata, tiene.

Il punto forte e quello debole

L'anti-ghosting funziona. Non è marketing: ho testato combinazioni di tasti multipli e non ho avuto problemi. Il layout italiano QWERTY è corretto, caratteri ben leggibili, e la retroilluminazione RGB è onesta: non aspettarti effetti personalizzabili da software, è una rotazione di colori predefinita. Bella da vedere in una stanza buia, inutile negarlo.

La riserva seria riguarda la costruzione. La plastica è leggera, i tasti ballano un minimo se premi di lato. Non è una tastiera che dura anni con un utilizzo pesante. Fidati.

A chi conviene davvero

Se hai un figlio che vuole iniziare a giocare, se ti serve una tastiera di riserva o una soluzione temporanea mentre aspetti il prossimo stipendio, qui non si sbaglia. Se invece passi tre ore al giorno su sparatutto competitivi, metti da parte qualcosa di più e punta su una meccanica entry-level.