Un libro che pesa, in tutti i sensi

Novecento e passa pagine. La prima volta che l'ho preso in mano ho pensato: «Quando mai». Poi ho iniziato un martedì sera e il giovedì non avevo ancora dormito bene. Questo ti dice già qualcosa.

Hanya Yanagihara costruisce qualcosa di raro: un romanzo che ti entra sotto la pelle non per la trama, ma per i personaggi. Jude, in particolare. C'è una scena, verso la metà del libro, in cui capisci davvero cosa si porta dietro questo uomo. Non te lo racconto. Ma lì ho dovuto chiudere il libro e fare altro per dieci minuti.

A chi lo consiglio, e a chi no

Onestamente, non è un libro per tutti. Non perché sia difficile da leggere, la scrittura scorre bene, ma perché è emotivamente sfiancante. Ci sono passaggi che alcune persone potrebbero trovare disturbanti, e non sto esagerando.

Se cerchi qualcosa di leggero, stai alla larga. Se invece vuoi un romanzo che ti costringa a pensare all'amicizia, alla sofferenza, a cosa significa costruirsi una vita partendo da zero, allora questo è probabilmente il libro migliore che leggerai quest'anno.

La mia unica riserva: il ritmo a tratti si inceppa, soprattutto nella seconda metà. Alcune digressioni potevano essere tagliate. Ma non cambia il giudizio finale.

Il prezzo

Venti euro per un'edizione brossurata di questo spessore sono assolutamente giustificati. Non c'è sconto in questo momento, ma fidati, non è un acquisto che rimpianti.